lunedì 1 ottobre 2007

La Rocca e i semitoni.

Domenica, tra le righe (del pentagramma), il curato di campagna ne ha detta un'altra, come viene a lui, con ampi gesti delle mani che mostrano l'intersecarsi delle melodie, e dei concetti. Ricostruendo il discorso (le parole del curato o si capiscono d'intuito o vanno metabolizzate a lungo) si parlava della sensibile, si-do per intenderci. Un semitono, l'intervallo minimo tra due note. Il curato spiegava, a modo suo, che quel semitono (e la relativa armonia da lui composta) poteva significare due cose: tendere verso l'obiettivo (si-do) o allonanarsene impercettibilmente, prendendo una strada che porta inesorabilmente lontano (do-si) fino a non capire più la tonalità di partenza (diremmo, parafrasando, il nesso con la realtà). Ecco, uno che fa musica così è maestro.

1 commenti:

contralto a tempo indeterminato ha detto...

grazie di avermi ricordato questa frase!