giovedì 3 gennaio 2008

La Novena al... fresco e al gelo

La Novena in questi anni ci ha portati in molti posti, case, condomini, scuole, parrocchie... ieri e oggi ci ha portati dove non eravamo stati mai, nè per motivi canterini ,nè per motivi personali (per fortuna...) ossia nelle patrie galere minorili e non.
Noi abbiamo celiato un tantino, sulla falsariga dei Blues Brothers, ma eravamo emozionati e coinvolti... è vero che per trovarsi lì qualcosa bisogna averla fatta ma è triste vedere che esito può avere la libertà umana... eppure, soprattutto quando abbiamo cantato per gli adulti, si vedeva che il cuore dell'uomo è uguale, qualsiasi cosa abbia compiuto e qualsiasi sia il peso delle macerie che lo soffoca...
Alla fine ho chiesto perchè i detenuti uscivano in quell'ordine e mi è stato detto che appartenevano a bracci diversi... eppure, ho risposto, appartengono tutti allo stesso abbraccio.
Il Suo.
Mai come oggi ho capito che il dono della voce ci viene fatto per essere il riverbero di una Voce umana che ha emesso il Suo primo vagito 2008 anni fa e che oggi risuona forte e chiara per noi fuori e per loro dentro.

1 commenti:

tenore latino ha detto...

Cara CTI parafrasando il buon Totò: "hai detto tutto".
Volevo sottolineare che durante l'esibizione ho notato in alcuni carcerati un sorriso commovente. Il cuore dell'uomo vibra all'unisono quando è toccato in ciò che gli è più caro. Anche per me è accaduto e riaccade tramite il gesto compiuto. L'aiuto che chiedo è di non abbandonare la strada intrapresa, perché altrimenti saremmo più farabutti delle persone incontrate ieri.